IV millennio a.C. | III millennio a.C. | II millennio a.C.

XXVIII secolo a.C. | XXVII secolo a.C. | XXVI secolo a.C. | XXV secolo a.C. | XXIV secolo a.C. | XXIII secolo a.C. | XXII secolo a.C.

Anni 2490 a.C. | Anni 2480 a.C. | Anni 2470 a.C. | Anni 2460 a.C. | Anni 2450 a.C.

Anni 2440 a.C. | Anni 2430 a.C. | Anni 2420 a.C. | Anni 2410 a.C. | Anni 2400 a.C.


Il premio Lenin fu uno dei maggiori riconoscimenti assegnati in Unione Sovietica. Istituito il 23 giugno 1925, fu assegnato fino al 1934 per poi cessare nel periodo che va dal 1935 al 1956. Fu ristabilito il 15 agosto 1956 e continuato ad essere assegnato annualmente fino al 22 aprile 1990, anno del centoventesimo anniversario della nascita di Lenin. I destinatari di questo prestigioso riconoscimento furono tutti i Russi che si distinsero particolarmente nel campo della scienza, letteratura, arte, architettura e tecnologia.

Il premio Lenin non va confuso col premio Lenin per la pace, consegnato a quei cittadini stranieri che si distinsero per il loro contributo alla pace. Non va altresì confuso col premio di stato dell’URSS e col premio Stalin.

Il premio Lenin fu uno dei maggiori riconoscimenti assegnati in Unione Sovietica. Istituito il 23 giugno 1925, fu assegnato fino al 1934 per poi cessare nel periodo che va dal 1935 al 1956. Fu ristabilito il 15 agosto 1956 e continuato ad essere assegnato annualmente fino al 22 aprile 1990, anno del centoventesimo anniversario della nascita di Lenin. I destinatari di questo prestigioso riconoscimento furono tutti i Russi che si distinsero particolarmente nel campo della scienza, letteratura, arte, architettura e tecnologia.

Il premio Lenin non va confuso col premio Lenin per la pace, consegnato a quei cittadini stranieri che si distinsero per il loro contributo alla pace. Non va altresì confuso col premio di stato dell’URSS e col premio Stalin.

Personaggi Confermati
Banjo

Banjo è uno dei 2 protagonisti principali serie Banjo Kazooie. È un orso. È comparso in Banjo-kazooie, Banjo-Tooie , Banjo - Pilot(a) , Diddy Kong Racing e Banjo-Kazooie: La vendetta di Gruntilda (Grunty’s Revenge).

Kazooie

Kazooie è il secondo protagonista della serie del banjo-Kazooie. È un uccello con uno spirito abile e una linguetta tagliente. È socio di Banjo nell’azione e nel rilievo comic.

Gruntilda

Gruntilda, furfante della serie, è una strega che vuole vendicarsi su Banjo e Kazooie.

Roger

Roger che è apparso per la prima volta in Banjo - Tooie, è stato annunciato come personaggio in Banjo-Kazooie 3.

Stop N Swop

Stanno studiando la possibilità di rivelare la verità in qualche luogo caratteristica N Swop nel terzo gioco, vista la prevista di decimo anniversario.

Anniversario || Oggi

Oggi è il giorno corrente, ovvero [[]] [[ ]] [[]], il giorno dopo di ieri e prima di domani. È il periodo che va dalla mezzanotte di ieri alla mezzanotte di domani. È il presente.

La parola “oggi” può anche avere diversi significati oltre che quello convenzionale del giorno in corso. Essa è usata per indicare le cose che attualmente sono diverse da come lo erano in passato come “giovani d’oggi, case d’oggi, le scuole d’oggi, ecc.” o “fino ad oggi”.

Informazioni giornaliere

Tutte queste pagine vengono aggiornate quotidianamente:

  • [[ ]] [[]]
  • Avvenimenti in corso – include le notizie giornaliere.
  • Pagina principale – include anniversari scelti, ecc.

Safet Sušić (Zavidovići, Jugoslavia, 13 aprile 1955) è un allenatore ed ex calciatore jugoslavo (dal 1992 bosniaco).

Club

Sušić cominciò la sua carriera nel Krivaja, squadra di Zavidovići. Da giovane si trasferì al Sarajevo, con il quale giocò 600 partite e realizzò 400 gol. Nella stagione 1979-1980 vinse il titolo di capocannoniere del campionato iugoslavo con 21 gol. Nel 1979 fu nominato “Miglior giocatore della Iugoslavia” e “Miglior sportivo della Bosnia Erzegovina”.

Nel 1982 si trasferì al Paris Saint-Germain, società con cui divenne una star di livello europeo. Andò al Red Star, squadra francese, nel 1991 e si ritirò dopo la stagione 1991-1992.

Carriera internazionale

Sušić fu convocato 54 volte in nazionale iugoslava, mettendo a segno 21 gol, tra il 1977 e il 1990. Con la maglia della Iugoslavia prese parte ai Mondiali di Spagna 82, a Euro 84 e ai Mondiali di Italia 90.

Allenatore

Sušić ha allenato il Çaykur Rizespor, in Turchia, in dodici match nella prima metà della stagione 2006-2007. Inoltre allenò l’İstanbulspor tra il 1997 e il 1999 e il Konyaspor nella stagione 2003-2004.

Golden Player

Nel novembre 2003, nei festeggiamenti per il 50° anniversario della UEFA, fu meritatamente nominato Golden Player dalla Federcalcio del suo paese come più forte giocatore bosniaco degli ultimi 50 anni. [1]. In quell’occasione Gerd Müller, probabilmente il più grande goleador europeo di sempre, disse: “Se si dovesse inserire Safet Sušić in una classifica dei più grandi cannonieri di sempre, lo si metterebbe almeno nei primi 40.”

Il Giardino di scultura contemporanea olandese è un giardino-museo all’aperto dell’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte, situato sul Viale Torricelli, 5.

L’Istituto esiste dal 1958 nella suggestiva area collinare vicino alla Villa di Poggio Imperiale, e in occasione del suo quarantesimo anniversario (1998) ha allestito un il giardino che ospita sculture di arte contemporanea di artisti olandesi.

La sezione più consistente di opere appartiene a Karel Appel, ma sono rappresentati anche Nic Jonk, Arthur Spronken, Geer Steyn, Willem de Kooning, Shinkichi Tajiri

L’Istituto organizza anche mostre temporanee dedicate all’arte contemporanea, sia nel giardino, sia nei locali all’interno dell’istituto stesso.

Menabrea è il nome di un’antica marca di birra che viene prodotta dalla omonima azienda la cui sede storica e lo stabilimento di produzione sono localizzati a Biella, in Piemonte.

Sotto questo marchio - distribuito a partire dai primi anni novanta dal Gruppo Forst, ma di proprietà della famiglia Thedy (erede dei fondatori della società) - vengono prodotti annualmente circa 100 mila ettolitri di birra, parte dei quali destinati all’esportazione in venti paesi.

In oltre un secolo e mezzo di vita la birra Menabrea si è aggiudicata prestigiosi riconoscimenti fra cui, nel solo 1924, quattro Gran Premi alle esposizioni di Milano, Roma, Bruxelles e Parigi.
Dagli anni trenta è rappresentata attraverso prestigiose taverne che portano il suo nome, situate - oltre che a Biella (ove, accanto allo stabilimento, si trovano un pub ed un ristorante), in numerose città del Piemonte, fra cui Novara e Torino.

Annesso alla fabbrica è il museo della birra articolato su una serie di cimeli storici che mostrano i diversi sistemi adottati nel tempo per la produzione di questa popolare bevanda.

Storia

Attorno al nome Menabrea si è sviluppata parallelamente la storia di una intera dinastia di mastri birrai.

L’azienda venne fondata come laboratorio per la produzione della birra nel 1846, ad opera della famiglia Welf di Gressoney (Val d’Aosta) e dei fratelli Antonio e Gian Battista Caraccio, originari di Bioglio e titolari di una caffetteria a Biella.

Fra il 1854 e il 1864, rimasti da soli alla guida del laboratorio ristrutturato, i fratelli Caraccio dapprima affittarono e poi cedettero la birreria per 95 mila lire dell’epoca a due aostani, Jean Joseph Menabrea (che dal 1861 con l’unità d’Italia cambierà il nome in Giuseppe) e Antonio Zimmermann.

L’azienda passò nelle mani del solo Menabrea e dei suoi figli nel 1872 quando la ragione sociale diventò G.Menabrea & Figli.

La produzione di un’ottimo tipo di birra bionda Pilsner e di una scura di tipo Monaco (che pare fosse molto apprezzata da un biellese illustre, Quintino Sella, studioso e fondatore del Club Alpino Italiano), fece guadagnare nel 1882 a Carlo Menabrea, figlio di Giuseppe, subentrato alla morte del padre alla guida dell’azienda, la nomina di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia conferitagli da re Umberto I.

La svolta intervenuta nella proprietà della fabbrica a cavallo tra il XIX ed il XX secolo (1896-1899) - quando subentrano nella conduzione aziendale i cognati Emilio Thedy e Agostino Antoniotti, coniugi rispettivamente delle eredi Menabrea, Eugenia ed Albertina - non mutò la politica della fabbrica che poté attraversare - fino ad oggi - tutto il XX secolo mantenendo inalterata la propria fama.

A garantire la notorietà a questa azienda è stato con il passare del tempo soprattutto il sempre maggiore quantitativo di birra prodotta, passato dagli 8-10 mila ettolitri annui dell’anno 1900 agli attuali circa 100.000 ettolitri, non disgiunto da livelli di eccellenza (e i numerosi premi ricevuti, in particolare nella prima metà del Novecento, ne sono una testimonianza diretta).

Dagli anni ottanta, sempre sotto la direzione degli eredi della famiglia Thedy, la birra Menabrea ha incrementato ulteriormente la propria attività. L’ampliamento della fabbrica di Biella, unito ad un incremento della produzione - fino ad allora attestata intorno ai 36-40.000 ettolitri - le ha consentito di uscire da quella che era stata fino ad allora, almeno sul piano produttivo, una dimensione tutto sommato provinciale.

L’ingresso nel Gruppo Först, avvenuto nel 1991, ha infine permesso a Menabrea il definitivo salto di qualità sul piano della diffusione commerciale a livello nazionale ed internazionale.

Nel 2005 il birrificio ha creato un nuovo prodotto, la Strong - Doppio Malto 6,5 Gradi, quella con il tasso alcolico più elevato fra le birre che produce.

Nel 2006 per festeggiare il 150° Anniversario ha creato una edizione speciale delle bottiglie, caratterizzate dalla scritta “150° Anniversario” sull’etichetta attorno al collo.

Il monologo teatrale Vajont, un’orazione civile, recitato da Marco Paolini, è stato trasmesso in occasione del trentaquattresimo anniversario (ossia il 9 Ottobre 1997) del disastro del Vajont dalla televisione di stato italiana RAI.
Il soggetto teatrale è la storia della Diga del Vajont e delle circostanze che hanno condotto al disastro, raccontate in circa due ore e mezza e con notevole arte oratoria dall’attore Marco Paolini.
Per l’occasione fu allestito un teatro proprio presso la Diga del Vajont, precisamente nel lato della diga riempito dalla frana e un tempo sede del bacino.

Anniversario || 33

Nati

La tradizione indica il 33 come l’anno della morte di Gesù in quanto si contano trent’anni per la sua vita privata e tre anni per quella pubblica.
Il papa Giovanni Paolo II ha comunque usato la data tradizionale del 33 per indire il Giubileo straordinario del 1983 (1950° anniversario della redenzione).
  • Agrippina madre di Caligola (suicidio, inedia volontaria)